Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari

La mostra "Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari” che si svolgerà a partire dal 23 marzo al 1 luglio presso la Pinacoteca di Varallo, lo spazio espositivo Arca a Vercelli e a Novara, per poi proseguire nella sola sede di Varallo fino al 16 settembre, rappresenta un’occasione unica per scoprire a fondo il percorso di un’artista fondamentale del Rinascimento italiano e la sua importante testimonianza ed eredità. Tale intento si concretizza nell’idea proposta dai curatori di un percorso a tappe, che sappia rappresentare le varie fasi della vita artistica del Maestro, e ne metta in luce ispirazioni e influssi, in un’analisi che abbracci a 360 gradi la sua opera: a Varallo sarà affrontato il primo periodo della sua carriera, a Vercelli la stagione della maturità e a Novara gli anni conclusivi della sua produzione e l’affaccio al Manierismo.

Le opere presenti in mostra proverranno dalle strutture locali e altre da musei italiani e internazionali. Parte integrante del percorso gaudenziano saranno anche le opere inamovibili presenti sul territorio di riferimento.

Tra i massimi esponenti del Rinascimento piemontese ed artista completo, Gaudenzio nelle sue opere fu in grado di trasmettere il messaggio religioso e devozionale attraverso un linguaggio semplice ma al tempo stesso scenografico e didattico, attraverso l’utilizzo di immagini semplici e teatrali. Definito già a metà del ‘500 da Giovanni Paolo Lomazzo come uno dei sette governatori nel tempio della pittura, con Mantegna, Michelangelo, Polidoro da Caravaggio, Leonardo, Raffaello e Tiziano, nacque intorno al 1480 a Valduggia. Forse formatosi presso la bottega di Stefano Scotto a Milano, guardò subito ai contemporanei quali il Bramantino, il Perugino e Leonardo, e fu inizialmente attivo in area Valsesiana presso i cantieri francescani di Varallo: Santa Maria delle Grazie e il Sacro Monte. Spintosi probabilmente fino a Firenze e a Roma, fece ritorno in Piemonte, dove lavorò in Valsesia, a Vercelli per poi spostarsi in area Lombarda, chiamato da Francesco II Sforza. Morì il 31 gennaio 1546 a Milano, città in cui trascorse gli ultimi anni della sua vita e in cui entrò in contatto con l’esperienza estrema manierista.

 

I luoghi gaudenziani:

VARALLO

Pinacoteca di Varallo: sede della prima sezione della mostra dal 23 marzo fino al 16 settembre. Ospita una tra le maggiori raccolte pittoriche piemontesi, tra cui numerosi capolavori di Gaudenzio Ferrari provenienti anche dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie e dal Sacro Monte.

Cappella della Madonna di Loreto: edificata all’ingresso di Varallo tra il 1460 e il 1500, ospita una statua della Madonna del Latte e un affresco nella lunetta esterna, opera di Gaudenzio Ferrari.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie: il tramezzo, tipico delle chiese francescane, è interamente affrescato dal grandioso ciclo di Gaudenzio Ferrari con le "Storie della vita di Gesù”. Composta da 21 scene, la Parete assolve una funzione catechetica attraverso uno schema pensato appositamente e culmina con la crocifissione centrale. Nella cappella di Santa Margherita si conservano ancora due affreschi di Gaudenzio Ferrari in cui sono evidenti le soluzioni mutuate dalla Domus Aurea di Roma.

Sacro Monte di Varallo: il più antico dei Sacri Monti è composto da 44 cappelle e dalla Basilica; Gaudenzio Ferrari vi lavorò da inizio del Cinquecento. Qui mise in scena il suo "gran teatro montano” fatto di scene religiose, collegate alla vita di Cristo, attraverso personaggi comuni, tratti dalla vita di tutti i giorni, mostrandone i sentimenti, l’umanità e i tratti emotivi.

Collegiata di San Gaudenzio: ospita lo splendido polittico di Gaudenzio Ferrari realizzato tra il 1516 e il 1520


VERCELLI

Chiesa di San Cristoforo: ospita la celeberrima pala della "Madonna degli Aranci” del 1530 e due splendidi cicli pittorici realizzati da Gaudenzio Ferrari che decoravano le antiche cappelle della Maddalena e dell’Assunta. La "Crocifissione” e l’Assunta, realizzate sulle pareti di fondo delle due cappelle, si collocano tra le opere più significative della pittura monumentale Italiana.

Museo Borgogna: due opere di Gaudenzio Ferrari fanno parte della ricchissima collezione del Museo. Una tempera su carta incollata su tela che rappresenta un "Compianto” con tratti mutuati dal Perugino, e "Madonna con il Bambino in trono, San Giovanni Battista, San Giovanni Evangelista, San Pietro, San Giacomo, Cristo Benedicente, Coppia di apostoli: Andrea e Giovanni Evangelista, Coppia di apostoli”,  polittico realizzato con i suoi collaboratori.

Sito ufficiale della mostra:   https://gaudenzioferrari.it/