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Livorno Ferraris

Il paese mutò una prima volta denominazione in Livorno Piemonte nel 1862; nel 1924, in onore dello scienziato Galileo Ferraris, illustre inventore del campo magnetico rotante, il comune ha assunto il nome attuale.Tra le diciannove chiese di Livorno Ferraris, in uso e sconsacrate, segnaliamo proprio al centro dell’abitato la solenne e maestosa parrocchiale di San Lorenzo, ricostruita su altra preesistente di più modeste dimensioni, risalente al X-XI secolo, di cui resta solo la parte inferiore del campanile. All’interno v’è una tela raffigurante il Martirio di San Lorenzo e sulla balconata sopra alla sacrestia un organo Serassi del 1777.

Accanto alla parrocchiale sorge la cinquecentesca chiesa della Santissima Trinità. Scendendo dalla parrocchiale verso la piazza Galileo Ferraris, incontriamo la cosiddetta Casa del parroco, risalente al 1666, e il vecchio Palazzo Comunale, che attualmente ospita il Museo Civico"Ferraris".

Sulla medesima piazza sorge la seicentesca chiesa di San Giovanni Decollato:al suo interno due tele raffiguranti il Crocifisso (1676) e la Decollazione di San Giovanni (1680).

Ricca di testimonianze storiche è l’antico "percorso della processione” ovvero via Cavour, via Martiri della Libertà e via Galileo Ferraris. Lungo la via Cavour ci imbattiamo nella barocca chiesa dei santi Pietro ePaolo; lungo via Martiri della Libertà sorgono Palazzo Ciocca, attuale sede del Municipio, e la chiesa di San Francesco, risalente alla fine del 1300 e ristrutturata alla fine del 1700. In via Alighieri, si erge possente il Torrione medievale.

In direzione sud, all’inizio della strada per Lamporo, sorge la disadorna chiesa di Sant’Andrea, posta all’interno del cimitero, risalente al XII secolo e appartenuta all’abbazia di San Genuario. In direzione di Saluggia, al fondo di un lungo viale, incontriamo la chiesa della Beata Vergine di Loreto, eretta nel 1625. La Chiesa di Santa Maria delle Grazie, conosciuta come chiesa di Sant’Agostino, consacrata nel 1611, conserva una pregevole tavola delCrocifisso databile al 1490.

Lungo la strada che conduce a Trino, incontriamo una vasta tenuta al cui interno sorge l’antichissima chiesa di Santa Maria d’isana. Proprio qui, nei pressi dell’antica strada Liburnasca sorgeva nel 1208 una delle più antiche mansioni dell’Ordine dei Templari, che con l’annessa chiesa, Sancta Maria de Ixane, rappresentava un sicuro luogo di riferimento per tutti i pellegrini.

Dislocato presso "La Colombara”, una cascina a corte chiusa risalente al ‘500, è inoltre presente il piccolo museo "La Risaia”: questo si ripropone l’obiettivo di raccontare la vita quotidiana delle mondine.

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